Manovra 2027: per le sale bingo una stangata che ferisce l’offerta legale e può produrre un buco da 72,5 milioni per l’Erario e la perdita di migliaia di occupati
Gli articoli 23 e 27 del Disegno di Legge di Bilancio 2027 rischiano di provocare la desertificazione della rete fisica del bingo, tradendo gli stessi obiettivi di finanza pubblica. È l’allarme lanciato da EGP-FIPE e FederBingo: a fronte della proroga delle concessioni al 31 dicembre 2029, sulle sale si abbattono contemporaneamente tre misure insostenibili.
L’innalzamento dell’indennità concessoria (da 6.500 a 14.500 euro mensili), il ricalcolo retroattivo 2018-2026 più oneroso rispetto alla determina ADM validata dal Consiglio di Stato e l’aumento di un punto percentuale del PREU sugli apparecchi (AWP al 25% e VLT al 9,6%) azzerano i margini delle imprese, che oggi reggono solo grazie alle macchine da intrattenimento. Per la sala media il margine operativo lordo crollerà del 98% nel 2027 e dell’80% a regime.
Su 181 sale attive, l’aggravio fiscale provocherà la chiusura di 71 presidi a regime (93 considerando le crisi di liquidità del 2027), quasi tutti sotto i 10 milioni di raccolta. La contrazione cancellerà il 24% della raccolta legale e brucerà tra 2.140 e 2.800 posti di lavoro diretti.
Il paradosso colpisce le stesse casse dello Stato: invece dei 69,1 milioni di maggiori entrate attesi dalla relazione tecnica nel triennio 2027-2029, la chiusura delle sale genererà per l’Erario un saldo negativo di 72,5 milioni di euro (fino a 149 milioni con le crisi di liquidità) tra crollo del PREU bingo, mancati canoni, imposte perse e costi NASpI.
A questo passivo si aggiunge il rischio di perdere fino a 285 milioni di euro di PREU sugli apparecchi installati nelle sale chiuse.
Le quattro modifiche richieste
Per tutelare occupazione, presidio di legalità ed entrate erariali, EGP-FIPE e FederBingo chiedono quattro modifiche:
- Ricalcolo 2018-2026: applicare la scala ADM già validata dal Consiglio di Stato, ferme restando le valutazioni di tutela legale del singolo concessionario.
- Indennità proporzionale: fissare il canone non oltre il 5-6% del ricavo netto.
- Crediti e debiti: rendere i crediti storici compensabili o rimborsabili e rateizzare i debiti in 48 mesi.
- PREU apparecchi: annullare o quantomeno dimezzare l’aumento del Prelievo erariale sulle VLT.
| −72,5 mln € saldo per l’Erario 2027-2029 | 71 sale chiusure a regime su 181 | 2.140–2.800 posti di lavoro diretti persi |
Sintesi dell’impatto economico e fiscale (DDL Bilancio 2027)
| Indicatore | Previsione / Stato attuale | Impatto a regime | Scenario crisi liquidità |
| Rete sale bingo | 181 attive | 71 chiusure | 93 chiusure |
| Occupazione diretta | 30 addetti per sala | 2.140 posti persi | 2.800 posti persi |
| Saldo Erario 2027-2029 | +69,1 mln € attesi | −72,5 mln € | −149,0 mln € |
| EBITDA sala media | 398 mila € (2026) | 79 mila € (dal 2028) | 8 mila € (nel 2027) |
| Costo indennità rete | 6,1 mln € / anno | 21,5 mln € / anno | 16,1 mln € (proposta 6%) |
| Ricalcolo 2018-2026 | 93,5 mln € (scala ADM) | 108,7 mln € (scala DDL) | 23,6 mln € a debito nel 2027 |
PERDITE ERARIALI INDIRETTE NON INCLUSE NEL SALDO
A questi valori si sommano le perdite erariali indirette non incluse nel saldo: da 122 a 285 milioni di euro di PREU apparecchi a rischio nelle sale chiuse, 31 milioni di euro di IRPEF e contributi persi sui lavoratori espulsi, 19 milioni di euro di contribuzione figurativa NASpI e 9 milioni di euro di minori IRES e IRAP sulle sale superstiti.
Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile qui.
